Voucher digitalizzazione PMI 2026 Piemonte: fino a 25.000 euro

Banner promoting the 2026 Piemonte PMI digitalization voucher with a laptop dashboard and icons for cloud, AI, big data, ERP, IoT, robotics, 3D printing over Turin c ityscape.

Dal 22 ottobre 2026 le piccole e medie imprese piemontesi possono chiedere un contributo a fondo perduto fino al 65% per portare in azienda cloud, intelligenza artificiale, gestionali e software su misura. È il Voucher digitalizzazione PMI 2026 di Regione Piemonte e Unioncamere Piemonte: 19,2 milioni di euro, voucher fino a 25.000 euro per impresa.

C’è però un dettaglio che fa la differenza: il bando è a sportello. Le domande vengono esaminate in ordine di arrivo e lo sportello può chiudere prima del 15 dicembre, se le richieste superano le risorse disponibili. Chi ha già un progetto chiaro e i documenti pronti parte in vantaggio. In questa guida vediamo come funziona il bando, cosa finanzia e quali progetti digitali conviene presentare.

Cos’è il Voucher digitalizzazione PMI 2026 della Regione Piemonte

Il bando sostiene la transizione digitale di micro, piccole e medie imprese con l’adozione di tecnologie avanzate, l’innovazione dei processi e nuovi modelli di business 4.0. È gestito da Unioncamere Piemonte e finanziato con 18 milioni di euro del PR FESR Piemonte 2021–2027 e 1,2 milioni delle Camere di commercio piemontesi.

L’obiettivo non è sostituire un computer o rifare un sito vetrina: il voucher finanzia progetti di upgrade digitale legati ad almeno una delle tecnologie indicate nel bando. Per questo è importante presentare un progetto concreto, con obiettivi chiari e spese coerenti.

Chi può partecipare al bando

Possono presentare domanda le micro, piccole e medie imprese, compresi i liberi professionisti che rientrano nella definizione europea di impresa, con sede legale o unità locale operativa in Piemonte, dove deve essere realizzato il progetto. Tra i requisiti principali:

  • codice ATECO ammissibile;
  • regolarità contributiva (DURC);
  • polizza contro i rischi catastrofali;
  • pagamento del diritto annuale camerale, dove dovuto.

Sono escluse le imprese che hanno già ottenuto un contributo a fondo perduto con i bandi Voucher digitalizzazione PMI 2023 o 2024. Ogni impresa può presentare una sola domanda.

Quanto vale il contributo a fondo perduto

Il contributo è concesso in regime de minimis e cambia in base alla dimensione dell’impresa:

  • microimprese: 65% delle spese ammissibili, con voucher minimo di 4.000 euro (investimento minimo circa 6.150 euro);
  • piccole imprese: 60%, con voucher minimo di 5.000 euro (investimento minimo circa 8.330 euro);
  • medie imprese: 50%, con voucher minimo di 5.000 euro (investimento minimo 10.000 euro).

Il voucher massimo è di 25.000 euro per tutte. La percentuale sale di 5 punti per i progetti collaborativi con un soggetto aggregatore, e di 1 o 2 punti in più per premialità come rating di legalità, impresa femminile o giovanile, certificazione della parità di genere, startup o PMI innovativa.

Un esempio pratico: una microimpresa che investe 20.000 euro in un gestionale in cloud su misura può ricevere fino a 13.000 euro di contributo. Una piccola impresa che investe 30.000 euro tra software e intelligenza artificiale può ottenerne 18.000. Una media impresa raggiunge il massimo di 25.000 euro con un investimento di 50.000.

Quali tecnologie finanzia il voucher

Il progetto deve riguardare almeno una delle tecnologie dell’elenco del bando, tra cui:

  • cloud computing (anche edge e fog computing);
  • intelligenza artificiale: elaborazione del linguaggio, computer vision, AI predittiva e generativa;
  • sistemi gestionali ERP, MES, PLM, SCM e CRM;
  • big data e analisi dei dati;
  • Internet of Things, robotica, stampa 3D, realtà aumentata e virtuale, blockchain;
  • geolocalizzazione e logistica, fintech ed EDI, customer experience in negozio.

Attenzione all’e-commerce: è ammesso solo se collegato a un’altra tecnologia dell’elenco. Un negozio online da solo non basta, mentre un e-commerce integrato con il gestionale aziendale o con un CRM può rientrare nel progetto.

Spese ammissibili e spese escluse

Sono finanziabili i beni e servizi strumentali alle tecnologie scelte: software, sviluppo, licenze, dispositivi e connettività. Rientrano anche consulenza e formazione legate all’introduzione delle tecnologie, insieme fino al 30% delle spese ammissibili, e i canoni e abbonamenti per un massimo di due annualità.

Sono invece escluse, tra le altre, le spese per personale, spese generali, pubblicità, smartphone, opere murarie, beni usati o in leasing, forniture sotto i 500 euro (IVA esclusa), la semplice sostituzione di PC e tablet senza una motivazione di progetto e l’IVA detraibile.

Il punto più importante: le spese contano solo se sostenute dopo la presentazione della domanda. Un ordine o una fattura con data precedente fa perdere il contributo su quella voce.

Progetti digitali da finanziare con il voucher

Questi sono i progetti che sviluppiamo noi e che si adattano bene alle regole del bando.

Gestionale in cloud su misura

Commesse, magazzino, clienti, preventivi, produzione: un gestionale online sviluppato su misura sostituisce fogli Excel e software scollegati con un’unica applicazione accessibile dal browser. Rientra nelle tecnologie cloud e nei sistemi ERP e CRM del bando, ed è spesso il progetto con il ritorno più rapido, perché elimina ore di lavoro manuale ogni settimana.

Intelligenza artificiale nel sito e nel gestionale

Un assistente AI che risponde ai clienti sul sito usando i contenuti dell’azienda, oppure l’AI dentro il gestionale per leggere ordini e documenti, interrogare i dati in linguaggio naturale e preparare bozze di risposta. Ne abbiamo parlato in Come integrare l’AI in azienda. Abbiamo una demo funzionante da mostrarti prima di decidere.

Migrazione in cloud di applicazioni e dati

Portare in cloud software e archivi che oggi stanno su un server in ufficio significa accesso da ovunque, backup automatici e meno dipendenza dall’hardware locale. Progettiamo e gestiamo infrastrutture su AWS dimensionate sul carico reale dell’azienda.

Formazione sull’intelligenza artificiale

Una nuova tecnologia funziona se le persone la sanno usare. Organizziamo corsi di formazione personalizzati sull’AI costruiti sui processi dell’azienda, che possono rientrare nella quota del 30% dedicata a consulenza e formazione.

Come si presenta la domanda: piattaforma ReStart e tempistiche

La domanda si presenta online sulla piattaforma ReStart di InfoCamere, dalle 11:00 del 22 ottobre alle 16:00 del 15 dicembre 2026. La documentazione si può precaricare già dal 12 ottobre.

Le domande vengono esaminate in ordine cronologico: verifica dei requisiti e valutazione tecnica del progetto, con risposta entro 120 giorni dalla chiusura dello sportello. Lo sportello può essere sospeso in anticipo se le domande superano del 20% le risorse disponibili; in quel caso si entra in lista d’attesa. Dopo la concessione, il progetto va realizzato e rendicontato entro 6 mesi, in un’unica soluzione.

Ci occupiamo di tutto il processo, dal bando al servizio

Partecipare a un bando richiede tempo e attenzione ai dettagli, e un errore formale può costare l’intero contributo. Per questo seguiamo l’azienda in ogni fase, insieme ai consulenti di finanza agevolata con cui collaboriamo da anni:

  1. Verifica dei requisiti dell’impresa e del progetto.
  2. Progettazione tecnica: obiettivi, tecnologie, tempi e spese coerenti con il bando.
  3. Preventivi conformi, con voci di spesa chiare e ammissibili.
  4. Presentazione della domanda su ReStart, il prima possibile dopo l’apertura dello sportello.
  5. Sviluppo e messa in funzione del gestionale, dell’assistente AI o dell’infrastruttura cloud.
  6. Formazione delle persone che useranno i nuovi strumenti.
  7. Rendicontazione delle spese entro i termini.

Lavoriamo con aziende in tutta Italia, Piemonte compreso: veniamo in azienda per conoscere i processi, seguiamo il progetto con incontri e call, e restiamo un riferimento anche dopo, per assistenza ed evoluzioni.

Errori da evitare con il voucher digitalizzazione

  • Ordinare o pagare prima della domanda: quelle spese non vengono riconosciute.
  • Aspettare dicembre: con lo sportello, chi arriva tardi rischia di trovare le risorse esaurite.
  • Presentare solo hardware o la sostituzione dei PC, senza un progetto digitale vero.
  • Superare il 30% di consulenza e formazione sul totale.
  • Proporre un e-commerce isolato, non collegato ad altre tecnologie.
  • Dimenticare la rendicontazione: il contributo arriva solo dopo aver documentato correttamente le spese.

Trovi altri incentivi per il digitale negli articoli Industria 4.0 e Transizione 5.0 e Bando Nuova Impresa 2026 Lombardia.

Domande frequenti

Siamo un’azienda piemontese: lavorate anche fuori dalla vostra zona?

Sì. Seguiamo clienti in tutta Italia: veniamo in azienda per l’analisi e gli incontri principali, e gestiamo il resto del progetto con call e strumenti online, come facciamo con tutti i nostri clienti.

Un software sviluppato su misura è una spesa ammissibile?

Sì, se è funzionale a una delle tecnologie del bando, ad esempio un gestionale in cloud, un CRM o un sistema basato sull’intelligenza artificiale. Le spese vanno sostenute dopo la presentazione della domanda.

Quanto tempo c’è per realizzare il progetto?

Il progetto va concluso e rendicontato entro 6 mesi dalla concessione del contributo. Per questo lo progettiamo in modo realistico già in fase di domanda.

Il contributo copre anche la formazione?

Sì, consulenza e formazione legate alle nuove tecnologie sono ammissibili, insieme, fino al 30% delle spese del progetto.

Cosa succede se le risorse finiscono?

Lo sportello può chiudere in anticipo e le domande arrivate dopo finiscono in lista d’attesa. Conviene presentare la domanda nelle prime settimane.

Hai un’impresa in Piemonte e un progetto digitale in mente? Contattaci o scrivici dal modulo qui sotto: verifichiamo insieme i requisiti e ti diciamo quale progetto può rientrare nel voucher.

    Scrivici qui






    21.10.2026