Periscope per aziende e professionisti

     Social Media Marketing      Claudio Gagliardini

Acquistata da Twitter nel marzo del 2015 per 100 milioni di dollari, Periscope è un’applicazione che permette di fare live streaming, video dal vivo, con la possibilità di interagire in tempo reale con gli utenti che stanno guardando quello che trasmettiamo.

Periscope per aziende e professionisti

Acquistata da Twitter nel marzo del 2015 per 100 milioni di dollari, Periscope è un’applicazione che permette di fare live streaming, video dal vivo, con la possibilità di interagire in tempo reale con gli utenti che stanno guardando quello che trasmettiamo.

I suoi creatori la descrivono così, sul sito periscope.tv: Guarda il mondo con gli occhi di un'altra persona. [...] e se si potesse scoprire il mondo attraverso gli occhi di qualcun altro? E se fosse possibile vedere attraverso gli occhi di un manifestante in Ucraina? O guardare il tramonto da una mongolfiera in Cappadocia? Può sembrare strano, ma volevamo realizzare la cosa più vicina al teletrasporto".

Per utilizzare questa App è sufficiente scaricarla sul proprio dispositivo iOS o Android e autenticarsi tramite numero di telefono o collegando il proprio account Twitter. Scelto un nome e scritto qualcosa su di noi, magari inserendo i link ai nostri profili e siti, siamo pronti per iniziare a trasmettere in diretta.

Esistono già alcune possibilità, per fare live streaming. Possiamo ad esempio utilizzare YouTube (https://www.youtube.com/live_dashboard), oppure fare un Hangout Google+ in diretta (https://plus.google.com/hangouts/onair); esistono diverse piattaforme, che ci permettono di fare dirette, ma di certo Periscope è la più semplice e immediata da utilizzare.

Ovunque ci troviamo, purché la nostra connessione internet sia decente, con un semplice smartphone possiamo trasmettere, alternando in modo semplicissimo l’inquadratura frontale del nostro dispositivo e quella posteriore, in modo da mostrare il nostro volto o quello che stiamo vedendo.

La dinamica della App è molto semplice. Noi facciamo vedere qualcosa, noi stessi o quello che abbiamo davanti e, se vogliamo, raccontiamo quello che stiamo vedendo o parliamo in diretta, con gli spettatori che possono interagire in chat in tempo reale, oppure manifestare il loro apprezzamento dispensando cuoricini.

Questa rappresenta una delle poche metriche della App. Sul profilo di ogni utente, infatti, è possibile controllare chi siamo (immagine di profilo, nome, descrizione) e cosa abbiamo fatto sulla App: quanti cuori abbiamo ricevuto nelle nostre live, quanti utenti seguiamo, quanti ci seguono, quanti ne abbiamo bloccati e quante dirette abbiamo trasmesso.

Ma cosa può fare un’azienda, un’associazione, un ente o un professionista, con questa App? Siamo di fronte all’ennesimo social network che ci ruba tempo e risorse, oppure pianificare delle dirette su Periscope può essere un buon investimento?

Oltreoceano le dirette funzionano bene, in determinati contesti. Il problema è di utenza, ovviamente, ma soprattutto linguistico e prospettico. C’è da premettere che l’audience italiana di questa App è in una fascia d’età estremamente acerba e che, come spesso accade con gli strumenti digitali, qui da noi se ne fa spesso un uso improprio.

Questo non significa che utilizzare Periscope in Italia sia del tutto inutile, per un target “business”, ma che le migliori opportunità, in questo momento, sono per quelle realtà che si rivolgono non esclusivamente al mercato interno.

Un altro parametro da considerare è che questa App è più adatta ai profili personali, che a quelli aziendali. Non è un limite tecnico, sia chiaro, ma piuttosto una naturale vocazione di questo tipo di applicazioni, in cui metterci la faccia (e il nome) rappresenta un plusvalore inestimabile.

Ciò premesso, sono molti gli utilizzi che possono essere fatti di questa App. La possibilità di veder passare sul display dello smartphone, in tempo reale, le domande e le opinioni degli spettatori, rende Periscope un vero campione del Q&A (Question & Answer), ma non ci si deve fossilizzare su questo aspetto, per trarne il meglio.

Il mio consiglio al riguardo è: usate Periscope per qualche minuto al giorno, trattando uno specifico argomento e dedicando quei pochi minuti agli utenti che ci seguono, per offrire il nostro punto di vista o i nostri consigli e per ascoltare le loro problematiche o perplessità su quella materia.

Non preoccupatevi di fare dei numeri. All’inizio non sarà semplice, ritagliarsi un’audience, ma col tempo la nostra costanza ci ripagherà. Ovviamente, se siamo già forti su Twitter sarà tutto più semplice. Ogni nuova diretta è annunciata con un tweet dal nostro account, che riprende il titolo che abbiamo dato alla live.

Molto importante, dunque, è fare delle dirette che siano focalizzate su uno specifico tema e che questo sia indicato chiaramente nel titolo, magari rafforzandolo con un hashtag. Le live e le loro registrazioni sono fruibili sia da smartphone che da desktop, ma solo nel primo caso è possibile interagire (durante la diretta) con chi sta trasmettendo.

In definitiva si tratta di uno strumento che, in prospettiva, può rappresentare una grande opportunità per farsi conoscere, per interagire dal vivo con gli utenti e, soprattutto, per mettere a disposizione parte delle proprie competenze al nostro bacino di utenti, sempre meno attratti dai contenuti che richiedono impegno intellettuale e sempre più vicini al modello della social TV, facile da fruire e, all’occorrenza, anche interattiva.

Si tratta di un mezzo che ci permette di andarci a cercare il nostro target, al semplice costo di un investimento quotidiano in minuti spesi davanti alla webcam dello smartphone. Un impegno sostenibile, che non richiede grandi sforzi in termini di pianificazione editoriale, ma che si presta ad un approccio sempre più vincente, sui canali sociali: pianificare la nostra presenza a medio e lungo termine, lasciando spazio alla nostra capacità di “stare sul pezzo” e di sfruttare gli argomenti caldi attraverso App e strumenti come Periscope.

Si tratta dunque di ridefinire  il senso e l’utilizzo dei nostri canali, diminuendo la frequenza di pubblicazione dei contenuti più impegnativi (articoli di approfondimento, studi, guide) e sostituendo quello che decidiamo di risparmiare con contenuti più semplici da fruire e meno impegnativi da progettare e da realizzare. E, soprattutto, con App e strumenti che ci consentono di metterci la faccia, di dar vita ad una interazione in tempo reale e di “andare a pesca” di utenti disposti a condividere con noi, ad interagire e ad essere coinvolti.

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