I Social Media? Metteteli al centro della strategia di marketing!

     Social Media Marketing      Claudio Gagliardini

Cosa sono, i social media, se non dei facilitatori? Sono strumenti di relazione, ma al tempo stesso incredibili tool per il monitoraggio in tempo reale, capaci di difenderci da qualsiasi attacco e di comprendere come sta girando il vento nello scenario del mercato, del territorio e del brand, pronti a sfruttare qualsiasi incursione per rilanciare il contropiede vincente.

I Social Media? Metteteli al centro della strategia di marketing!

Proseguo il ragionamento iniziato ieri ad eMetrics Summit Milano, con Riccardo Scandellari, Paolo Ratto e Miriam Bertoli. Si parlava di Social Media ROI e di come analizzare i risultati dei canali sociali e di quale fosse il ruolo dei social, se il marketing di un’azienda fosse messo in campo da una squadra di calcio (ottima intuizione di Paolo Ratto). Dove li mettiamo i social media? In difesa o a centrocampo, piuttosto che in attacco?

Nella controversa diatriba sulla questione dell’attribuzione, sull’importanza del primo piuttosto che dell’ultimo click dell’utente, il ruolo dei social media è ancora molto difficile da definire, ma la grande novità, in un paese che conta oltre 60 milioni di allenatori, è che oggi nessuno si azzarderebbe più a lasciare in panchina questa risorsa, benché indeciso sul ruolo o sulla posizione che essi debbano avere.

Non sono dei bomber, di sicuro. I social media non fanno goal quasi mai, non vendono come sono capaci di fare altri strumenti della rete, ma sono parte integrante del gioco e senza di loro è più costoso e meno redditizio fare qualunque altra azione di marketing online.

Se fossi io, l’allenatore della vostra squadra di marketing, i social media li schiererei di sicuro al centro del campo, con grande propensione alla fase difensiva, per bloccare tutti i possibili attacchi verso l’azienda o il brand, ma pronti a cucire il gioco e i reparti e a rilanciare in avanti, con velocità ed efficacia, lasciando ad altri strumenti il compito di finalizzare.

Vedo gente come De Rossi, per capirci, che viene spesso sacrificato in fase difensiva, perché la sua classe e il suo talento gli permettono di fare da regista partendo da dietro, ma anche di ripiegare coprendo la difesa in caso di contropiede. O di essere lui a rilanciarlo.

Gente che ha piedi buoni, polmoni generosi e la capacità naturale di macinare gioco, di “sfinire” gli avversari con la grinta, la caparbietà e la capacità di portare palla, di evitare il pressing degli avversari e di inventare assist, tenendo palla quando c’è da far passare il tempo e servendola con precisione quando è il momento giusto per attaccare.

Cosa sono, i social media, se non dei facilitatori? Sono strumenti di relazione, ma al tempo stesso incredibili tool per il monitoraggio in tempo reale, capaci di difenderci da qualsiasi attacco e di comprendere come sta girando il vento nello scenario del mercato, del territorio e del brand, pronti a sfruttare qualsiasi incursione per rilanciare il contropiede vincente.

Nessun allenatore saggio lascerebbe in panchina giocatori con queste caratteristiche soltanto perché non segnano spesso. Un bravo allenatore, invece, ridisegnerebbe la tattica e la squadra per sfruttare al meglio le caratteristiche di questi fuoriclasse, mettendo davanti gente capace di aspettare il momento giusto, senza sprecare energie e di metterla dentro senza incertezze, perché ormai il più è fatto.

Se state ridefinendo la vostra strategia di marketing, dunque, non commettete l’errore di sottovalutare quei canali e quelle buone pratiche che non vi portano risultati diretti, perché vendere, oggi, è la conseguenza di un processo complicato che non può più essere sintetizzato in uno slogan o in uno spot di successo.

È profondamente cambiato il customer journey, come ci ricorda Google su thinkwithgoogle.com: “These days, the customer journey has grown more complex. Before making an online purchase decision, a customer may engage with your brand through many different media channels over several days.” 

Fare marketing e vendere, nell’era del web (sempre più mobile, sempre più social, sempre più multicanale), significa mettere in piedi una strategia a 360° al centro della quale ci sono i clienti. Il cliente, che chiamiamo per nome, di cui conosciamo i gusti, le esigenze, i desideri e che a cadenza quotidiana raggiungiamo e coinvolgiamo sui social media, pilastri centrali di qualsiasi strategia che abbia compreso a fondo le potenzialità e le dinamiche della rete.

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