Social Media Marketing per le aziende a carattere locale

     Social Media Marketing      Claudio Gagliardini

Stabilire relazioni con i clienti (abituali e potenziali) e aumentare l'audience con il Social Media Marketing; suggerimenti veloci per le aziende a carattere locale.

Negozi, bar, attività a carattere locale: con i Social Media si aprono nuove opportunità, ma bisogna usarli bene!

Può, un'azienda a carattere locale, sfruttare i Social Media per ampliare il proprio mercato al di fuori del suo territorio? Un negozio, un bar, una qualsiasi attività che finora ha puntato esclusivamente sulla clientela abituale o di prossimità, può generare nuove opportunità in un momento di crisi come questo, senza investire budget non sostenibili?

Ovviamente si, ma bisogna capire bene a chi ci possiamo rivolgere e cosa vogliamo ottenere. In molti casi non c'è troppo da studiare, in fondo: ci servono clienti, altrimenti si abbassa la saracinesca e non ci si pensa più. Ma dove li andiamo a pescare? E come?

Andiamo per gradi. La cosa più importante, per chi comincia a porsi il problema di uscire dalla dimensione strettamente locale e iniziare a pescare un po' più "al largo", è distinguersi dalla massa, trovare la propria identità (brand identity); in un prodotto, in una "specialità della casa", in un particolare modo di servire i clienti, etc.

Non si deve pensare, infatti, che si possa continuare a stare su piazza se facciamo esattamente le stesse cose che fanno gli altri, nello stesso modo e senza nessuna particolarità. La gente cerca capi firmati, brand famosi, guru di settore, tendenze da seguire.

Basta poco, in fondo. Un dolce o un cocktail che fate solo voi, un marchio particolare che nessuno tratta in città, un modo nuovo e originale di servire i vostri clienti, o una particolare attenzione verso i loro bambini o i loro animali da compagnia.

Questo, non soltanto farà più contenti i vostri clienti abituali, ma vi aiuterà a trovarne altri in città e ad ampliare la vostra audience, candidando la vostra attività a diventare un punto di riferimento per chi passa dalle vostre parti, abitualmente, in determinate occasioni o per caso.

Ed ecco che entrano in gioco i Social Media. Perché fino ad ora avete escluso i media tradizionali per fare pubblicità alla vostra azienda? Quasi tutti risponderebbero: "perché sono cari!", ma non è l'unica motivazione. Certo, sono cari, ma lo sono perché vi permettono di raggiungere tante persone. Troppe persone, a dire la verità.

Perché a voi non servono migliaia di potenziali clienti, pescati in un bacino in cui se vi andrà bene ne tirerete su poche decine. A voi serve farvi conoscere da chi, prima o poi, passerà dalle vostre parti e si ricorderà di venirvi a trovare. Ma per ottenere questo risultato, non basta uscire una o due volte sui giornali, spendendo oltretutto un capitale. Serve altro.

Serve creare una propria audience, giorno dopo giorno, raccontando chi siete e cosa fate, usando i Social Media per parlare e per far parlare di voi, del vostro territorio, degli eventi che esso ospita, del vostro mercato, delle vostre passioni, delle vostre competenze... 

I Social Media servono a questo: offrire l'opportunità di raccontarsi e di raccontare, di farsi conoscere al di fuori del proprio territorio, da persone per cui saremo un punto di riferimento in una città che non conoscono e che ci verranno a trovare nel nostro negozio, appena ne avranno l'opportunità.

Non lamentatevi, dunque, se la prossima grande sagra o festa vi toglierà visibilità. Se in città arriva un fiume di gente, che spinge i vostri clienti abituali a stasene rintanati in casa o a fare un scampagnata, quel fiume di gente per voi è una grande opportunità, se tra la corrente c'è "qualche pesce" che vi ha conosciuto su Facebook o su Twitter o su qualche altro canale della rete.

I canali sociali, infatti, non vi servono soltanto per fare relazione con i vostri clienti abituali, che più semplicemente incontrerete presso il vostro negozio o in strada, ma soprattutto servono per creare nuove relazioni con un bacino più ampio, che la vostra community vi aiuterà a curare.

Il "miracolo dei social" in fondo è tutto qui: far rimbalzare il vostro messaggio in rete attraverso i vostri contatti più vicini e farsi aiutare da questi ad intrecciare e a mantenere relazioni con utenti che non conoscete e che prima o poi diventeranno vostri clienti, dopo aver imparato ad apprezzarvi per quello che siete, per quello che fate e per le vostre competenze e passioni.

Proprio in questi giorni è uscito un ottimo libro di Riccardo Scandellari, giornalista ed esperto di comunicazione in rete, oltre che nostro partner. Un testo, "Fai di te stesso un brand", che illustra molto bene questi concetti. Lo fa in modo semplice, senza troppa filosofia e con molti esempi pratici, mettendo in evidenza come oggi sia assolutamente indispensabile fare personal branding e brand identity e che queste due strade debbono correre in modo parallelo, perché un'azienda è, prima di ogni altra cosa, le persone che la compongono.

Non abbiate paura della rete, dunque. E smettete di vedere voi stessi e la vostra azienda come "confinati" in un territorio, perché il bacino di utenti che fino a qualche anno fa poteva bastarvi, oggi è stato assorbito dalla grande distribuzione e dalle grandi catene, che hanno saputo offrire alla vostra clientela quello che voi non potreste nemmeno sognarvi di dare. Ecco perché dovete offrire altro. Non di più, non di meglio, ma di sicuro qualcosa di diverso, di unico, di distintivo.

Quell'unicità sarà per voi motivo di comunicazione in rete e di richiamo, oltre che garanzia di successo, perrché la migliore strategia non è battere la concorrenza, ma non averne affatto, perchè chi è unico non ha competitor e non deve confrontarsi che con i propri clienti.

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