PMI, su cosa investire nel 2016

     Aziende e Business      Claudio Gagliardini

Cosa consigliamo per il 2016 alle PMI? Utilizzare meglio la rete e i suoi i canali sociali e di far leva sui PMI (Power Middle Influencer), quella moltitudine di utenti della rete che ne utilizzano i canali per scrivere delle loro passioni, per mettere in luce le loro competenze, per dar vita a relazioni e interazioni di valore.

PMI, su cosa investire nel 2016

Molte aziende ci chiedono da tempo cosa ci riserverà il 2016 e quali potrebbero essere le strategie vincenti, per questo nuovo anno.

Cosa consigliamo per il 2016 alle PMI? Una cosa su tutte: di utilizzare meglio la rete e i suoi i canali sociali e di far leva, sembra un gioco di parole, sui PMI (Power Middle Influencer), quella moltitudine di utenti della rete che ne utilizzano i canali per scrivere delle loro passioni, per mettere in luce le loro competenze, per dar vita a relazioni e interazioni di valore.

No, non stiamo consigliando alle aziende di commissionare ulteriori markette al blogger di turno, o di regalargli merci in cambio di recensioni (ovviamente positive) o di invitarlo alla solita noiosa (e sempre più inutile) conferenza stampa.

Niente di tutto ciò. Far leva sui PMI significa dar vita a delle PMI al quadrato, che sappiano aprirsi a vere relazioni, a vere ed autentiche conversazioni e ad un nuovo modo di fare impresa, non più dall'interno verso l'esterno, a porte chiuse. Apritevi e immergetevi nel fluido dinamico di una rete che offre solamente opportunità, a chi sa come aggiungere valore, anziché limitarsi a sfruttare di volta in volta le occasioni più ghiotte.

Basta con le collaborazioni del tipo "ti pago" o "ti regalo" qualcosa, basta alla logica del do ut des fine a se stesso. Basta anche ai "super influencer" con centinaia di migliaia di contatti, che a tutti gli effetti sono dei testimonial, poco credibili e inflazionati.

La rete non è uno strumento di cui servirsi, ma siamo "tutti noi, connessi" (CIT: newclues.cluetrain.com), pronti già da tempo a fare tesoro dei mezzi e delle opportunità offerte dalle nuove tecnologie ma, soprattutto, a cambiare il nostro modo di interagire con gli altri. Persone, oggetti, aziende e strutture di qualsiasi genere.

L'era del social media marketing così come ce lo dipingevano è tramontata, ammesso che sia mai esistita davvero. Ora è tempo di passare ad una nuova logica, fatta di vere e durevoli relazioni, in cui condivisione, co-creazione e coinvolgimento non sono più slogan vuoti e ritriti, ma le vere dinamiche di rapporti genuini, in cui credere e nei quali investire. 

Il senso più autentico della rete è unire i puntini, passando attraverso gli snodi più importanti rispetto al nostro ambito (i PMI) fino a formare una solida e fitta ragnatela su cui poggiare il nostro business, evitando che esso si disperda tra le maglie troppo larghe del vecchio modello, ormai del tutto inefficace.

Non abbiamo un nome vero e proprio, per questo nuovo trend. Del resto non sono i nomi o le sigle, a fare la differenza, ma l'essenza di quello che facciamo, che dovrà essere sempre meno marketing e sempre più relazione, intesa come vera interazione e proficuo coinvolgimento, in tutte le fasi della vita aziendale e del ciclo dei suoi prodotti e servizi.

Non avrà più senso infatti, in futuro, l'approccio "io produco e tu compri". Le aziende che sapranno sopravvivere a questa crisi inventata e ingicantita dai media, saranno quelle che hanno compreso a fondo il senso e la portata della rivoluzione digitale. Internet ha fatto crollare i muri e distrutto tutte le barriere; non esiste più un "io azienda" e un "tu consumatore", ma un unica immensa rete di entità che debbono imparare a convivere, a collaborare e ad interagire tra loro, in ogni fase e in ogni processo.

Ricordate: The Internet is us, connected.

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