Cloud: cos’è e come funziona la nuvola che cambia tutto

     Nuove tecnologie      Claudio Gagliardini

La nuvola sta cambiando le nostre abitudini e i processi di molte attività, che si affidano al cloud non soltanto per archiviare documenti, ma soprattutto per condividere, interagire e collaborare in tempo reale con colleghi e partner.

Cloud: cos’è e come funziona la nuvola che cambia tutto

Si fa un gran parlare di come le aziende dovrebbero aprirsi alle nuove tecnologie e innovare i loro processi, ma troppo spesso lo si fa senza considerare tutti gli aspetti o senza introdurre le nuove tecnologie e i nuovi scenari, ovvero partendo dalla coda, dalla parte commerciale. Così, molto spesso, il no di un imprenditore o di un responsabile di settore non è motivato esclusivamente da semplici ragionamenti economici od organizzativi, ma dalla scarsa comprensione del cambiamento che è in atto e del suo senso profondo.

Cos’è dunque il cloud? La nuvola è l’inizio di un modo nuovo di concepire il lavoro, la vita privata e l’archiviazione di tutti i nostri documenti. È, a suo modo, un forte invito a diminuire lo spreco di carta, di spazio e di risorse in favore di una nuova concezione: archivio e conservo soltanto quello che mi serve davvero, perché lo spazio nella nuvola costa e non mi posso permettere di buttare via dei soldi per tenere documenti o file che non mi servono più.

Espresso in termini diversi, questo invito potrebbe tradursi in: conservo soltanto quello che è unico e mio, perché tutto il resto è patrimonio comune del genere umano e non c’è ragione che ognuno possegga una copia ad uso personale di un qualsiasi documento. È finito il tempo delle enciclopedie che occupano interi scaffali, della manualistica cartacea, delle infinite collane raccolte più per il gusto di allinearle sulla libreria, che per la loro reale utilità.

In realtà su questi aspetti potremmo discuterne per ore, perché presentano infinite implicazioni. Libro di carta o libro digitale? CD o mp3? Immaginare un mondo in cui i libri, o la musica, o i film siano soltanto noleggiabili o fruibili in streaming, piuttosto che acquistabili, significa ridisegnare completamente il business legato a questi supporti e limitare il piacere del possesso di chi sin qui li ha sempre acquistati e non vuole smettere di farlo.

Ma la dematerializzazione è un processo sempre più inarrestabile e, di conseguenza, sempre più i supporti saranno digitali e sempre più il possesso sarà virtuale, in cloud. Questo cambierà definitivamente il modello di business: non acquisteremo più degli oggetti fisici, ma lo spazio che serve per archiviare le nostre copie digitali di film, brani musicali, libri, etc.

Del resto, la rete sempre più performante e la disponibilità sul mercato di dispositivi sempre più capaci di assicurare una fruizione rapida, qualitativa e comoda di quanto archiviato in cloud, rappresenta un progresso enorme, rispetto a un passato fatto di oggetti da portare in giro e di risorse da consumare. Già da oggi possiamo ascoltare e riascoltare in cloud tutta la musica che vogliamo, in tempo reale, ovunque ci troviamo, o guardare un film, o leggere un libro. Magari passando da un dispositivo all’altro, in funzione di cosa abbiamo a disposizione al momento: smartphone, tablet, PC, smart TV.

Oppure fruire di una conferenza o di un dibattito, o di formazione o di qualunque genere di informazioni in qualsiasi formato. Non si tratta soltanto di un fatto di comodità, ma di una vera e propria rivoluzione culturale, in grado di ridurre e ottimizzare i tempi morti, di aumentare le opportunità dei singoli e delle aziende, di incrementare la produttività e di diluirla nel tempo e nello spazio, in funzione delle possibilità e del livello di concentrazione e di “ispirazione”.

La nuvola rappresenta dunque un enorme passo in avanti, verso un futuro sempre più semplice, nella sua incredibile complessità. E sempre più sostenibile. Questa tecnologia, insieme alla rete mobile, alle tecnologie wireless e a poche altre poderose innovazioni, stanno cambiando il mondo e lo stanno rendendo un luogo in cui la collaborazione, l’interazione e la condivisione saranno sempre più la regola. Con buona pace di tutti quelli che continuano ad arrovellarsi attorno a concetti fondamentali, ma da ridefinire completamente, come quelli della privacy e del copyright.

In ambito business la nuvola sta già facendo ancora di più. Sta ridefinendo il lavoro, che sempre più si svolge da luoghi diversi da quelli tradizionali, dalle aziende, dagli uffici; il lavoro del XXI secolo si svolge in mobilità, in tempo reale e in piena collaborazione tra colleghi, partner e aziende. Lavorare in cloud significa, già da oggi, moltiplicare le opportunità, ridurre drasticamente i tempi, acquisire informazioni che finora sono andate perse nella lacunosa memoria dei nostri collaboratori.

La tecnologia cloud è parte integrante di quello che già da oggi definiamo smart working, ma anche uno dei capisaldi della rifondazione dei territori urbani in smart cities. È una grande tecnologia abilitante, capace di ridisegnare completamente tutte le nostre abitudini e tutte le nostre certezze. Dal punto di vista sociologico, la nuvola sta già lavorando per ridefinire il senso e l’equilibrio del gap tra essere e avere, che sin qui ha caratterizzato l’uomo moderno e ha determinato il successo del modello capitalistico / consumistico.

Tornando agli aspetti legati al business, non considerare un’evoluzione dei propri processi aziendali in ottica cloud rappresenta oggi uno stallo inaccettabile. Allo stato attuale, la maggior parte delle piccole e medie aziende ha saltato di netto almeno uno step, arrancando tra le varie sfumature del web e trovandosi quasi sempre disarmate.

Oggi siamo già oltre, in piena era mobile e agli albori dell’era cloud, da comprendere in tempi rapidissimi e da mettere a frutto con strumenti che spesso costano pochissimo o sono addirittura gratuiti, come Google Drive, o Dropbox, o Evernote, solo per citarne alcuni tra i più conosciuti. Provarli, capire a cosa servono e come possono davvero cambiare il nostro lavoro e le nostre attività è doveroso e improrogabile, perché il futuro è un razzo in rampa di lancio e in troppi lo stanno perdendo.

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